Dov’è il Mosaico di Alessandro, e perché non si vede

Stai scegliendo come entrare?In cassa il biglietto costa 20 € senza diritto di prevendita. Quello che trovi online aggiunge una app, una guida o la coda saltata.
Confronta le sei opzioniCosa dice il museo, testuale
Sulla sua home: “Il Mosaico di Alessandro Magno è oggetto di un intervento straordinario di restauro, pertanto non è visibile. Il pubblico può assistere alle attività del cantiere grazie a due distinti punti di osservazione appositamente predisposti nella Collezione Mosaici”. Si guarda il cantiere, quindi, non il mosaico. E i due punti di osservazione stanno dentro una sala che dal 16 settembre chiude, e resta chiusa fino al 30 novembre 2026.
C’è una complicazione che vale la pena conoscere prima di partire: la pagina ufficiale della Collezione Mosaici è ferma e presenta ancora il Mosaico di Alessandro come il culmine del percorso, senza una parola sul restauro. Il sito del museo si contraddice da solo. Fra le due pagine ha ragione la home, ed è il motivo per cui questa pagina esiste. Lo stesso vale per le altre sezioni: cosa è chiuso adesso lo tengo su una pagina a parte, con il link al piano di apertura ufficiale.
Le tappe del restauro, per date
- 2021 — comincia l’intervento straordinario di restauro.
- Fine ottobre 2023 — l’opera viene ribaltata a faccia in giù. Parole del museo: “le lavorazioni saranno eseguite… sulla superficie retrostante dell’opera… le tessere musive… non saranno visibili perché coperte dal tavolato ligneo di protezione”.
- 1° novembre 2023 — il cantiere si apre al pubblico con i due punti di osservazione.
- 3 luglio 2024 — parte la seconda fase esecutiva.
- 16 settembre 2026 — chiude l’intera Collezione Mosaici, fino al 30 novembre. Spariscono anche i due punti di osservazione.
Nessuna data di fine lavori è stata pubblicata. Non la pubblico nemmeno io.
L’oggetto, perché vale la pena saperlo comunque
Misura 5,82 per 3,13 metri, inventario 10020, e il museo lo descrive composto da “più di un milione di tessere”. Viene dalla Casa del Fauno di Pompei, dove fu trovato nel 1831, e arrivò a Napoli il 16 novembre 1844 su un carro trainato da sedici buoi. Nel 1916 Vittorio Spinazzola lo fece murare in verticale su un telaio di ferro, ed è proprio l’ossidazione di quel telaio la causa principale dei danni che si stanno curando adesso. Un mosaico pompeiano sopravvissuto a un’eruzione e a diciassette secoli sottoterra si è rovinato per come lo abbiamo appeso noi.
Se il Mosaico di Alessandro era la ragione del viaggio, cambia la ragione prima di partire, non davanti alla sala. Il Gabinetto Segreto nella sala 65, gli affreschi con la “Flora” e Terenzio Neo, i bronzi della Villa dei Papiri e il Plastico di Pompei nella sala 96 sono aperti e bastano ampiamente a giustificare la giornata.
Il conto finale è semplice: il pezzo più famoso del museo non si vede, e nessuno lo dice prima che tu abbia comprato il biglietto. Il resto del museo regge lo stesso, e se stai ancora decidendo, la risposta onesta sul se ne valga la pena è qui. Una guida in carne e ossa, due ore, parte da 42 € nel momento in cui scriviamo ed è l’unica che sa riorganizzarti la visita sul posto quando una sala è chiusa; il biglietto da solo, in cassa, resta 20 € con prevendita zero.
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Domande frequenti
Dove si trova il Mosaico di Alessandro Magno?
Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, nella Collezione Mosaici al primo piano, ma non è visibile: è in restauro dal 2021 e dalla fine di ottobre 2023 è ribaltato a faccia in giù perché si lavora sul retro. Viene dalla Casa del Fauno di Pompei, dove fu trovato nel 1831.
Si può vedere il cantiere di restauro?
Fino al 15 settembre 2026 sì, da due punti di osservazione dentro la Collezione Mosaici. Dal 16 settembre al 30 novembre 2026 quella collezione chiude, e con lei spariscono anche i due punti di osservazione.
Quando torna visibile il Mosaico di Alessandro?
Il museo non ha pubblicato nessuna data di riapertura, quindi non ne esiste una da riportare. Si sa che la seconda fase esecutiva del restauro è partita il 3 luglio 2024 e che la lavorazione riguarda il retro dell’opera. Nel frattempo, questo è quello che si vede davvero.