Cosa vedere al Museo Archeologico di Napoli, sala per sala

Stai scegliendo come entrare?In cassa il biglietto costa 20 € senza diritto di prevendita. Quello che trovi online aggiunge una app, una guida o la coda saltata.
Confronta le sei opzioniPrima di tutto: questa lista ha una data sopra
Gli stati di apertura che leggi qui sotto sono quelli della finestra pubblicata dal museo per il periodo 7 agosto – 21 settembre 2026. Il MANN ripubblica il piano di apertura delle collezioni ogni poche settimane, e nel frattempo su ogni sua pagina resta l’avviso fisso: “Il Museo è interessato da lavori straordinari di riallestimento di alcune collezioni e di efficientamento energetico… alcune sezioni espositive o parti di esse sono temporaneamente chiuse al pubblico”. Non copiare numeri di sala da nessuna parte, nemmeno da qui, senza guardare il piano del giorno. Ho messo tutte le chiusure in fila su una pagina che tengo aggiornata.
Piano terra: la Collezione Farnese, ma non tutta
Il piano terra è la statuaria greco-romana arrivata a Napoli con i Borbone. Il museo la descrive con una prudenza che vale la pena copiare: “forse la più celebre tra le raccolte romane di antichità”. Il piano di apertura però garantisce solo le sale 1-7 e 25-29, e aggiunge che la Statuaria Farnese è “parzialmente chiusa al pubblico fino a nuova comunicazione”.
Il conto lo fai subito: il Toro Farnese sta nella sala 16 e l’Ercole Farnese nella sala 11. Nessuna delle due è dentro la fascia garantita. Non è un restauro delle opere — è il cantiere PNRR di sostituzione dell’illuminazione, “Il MANN e l’ambiente: efficientamento energetico per un museo green” — ma per chi entra il risultato è lo stesso: la sala può essere chiusa. E qui il museo si contraddice da solo: la mappa ufficiale stampabile elenca la Collezione Farnese come “sale 1-8, 11-16, 25-29”, senza una parola sulle chiusure. Chi si fida della mappa arriva davanti al Toro e trova un pannello.
Il Toro è alto 3,70 m, largo fra 2,95 e 3,00 m, ricavato da un solo blocco di marmo (inv. 6002), e viene dalle Terme di Caracalla. L’Ercole è alto 3,17 m (inv. 6001), fu trovato nel 1546, porta la firma di Glykon ateniese, l’originale è attribuito a Lisippo e le gambe furono integrate da Carlo Albacini nel 1787. Dentro la fascia garantita restano comunque cose grosse: l’Afrodite Callipigia (inv. 6020) è nella sala 25, cioè aperta.
Le Gemme Farnese, con la Tazza Farnese, stanno nelle sale 9-10 e aprono solo il sabato e la domenica, 9–19.30. Se la Tazza è la ragione per cui vieni, il giorno della settimana conta più dell’ora.
Livello −1: la Collezione Egizia
Sale XVII–XXIII, aperta, ed è una delle tre sale climatizzate del museo. Si è formata fra il 1817 e il 1821 e il museo la presenta come “la seconda per importanza in Italia dopo il Museo Egizio di Torino” — la frase è sua, e la riporto come sua. È anche l’unica collezione con una regola di prenotazione propria: i gruppi da 10 a 30 persone devono prenotare, gratuitamente, e ogni turno dura al massimo 30 minuti.
Un avvertimento che vale soldi: l’Egizia è chiusa nelle giornate a ingresso gratuito. Se hai scelto la prima domenica del mese, questa sezione non c’è. Il tranello dei giorni gratuiti è spiegato qui.
Primo piano: i mosaici che non ci sono, e il Gabinetto Segreto
Il primo piano ospita la Collezione Mosaici, il Gabinetto Segreto e la Numismatica. Partiamo dalla notizia cattiva: il Mosaico di Alessandro non è visibile, è in restauro dal 2021, e i due punti di osservazione sul cantiere stanno dentro la Collezione Mosaici, che chiude dal 16 settembre al 30 novembre 2026. In quel periodo non c’è né il mosaico né il cantiere né il resto della galleria. La storia intera, con le date verificate, sta qui.
Il Gabinetto Segreto invece è aperto, sta nella sala 65, è compreso nel biglietto e non richiede nessuna prenotazione separata: nessun biglietto a parte, nessuna fascia oraria. Il regolamento attuale del museo non contiene nessun limite di età per questa sala; l’unica regola d’età è quella generale, “i bambini sotto i 12 anni devono essere accompagnati da un adulto”. Dentro ci sono “circa 250 reperti a soggetto erotico”, quasi tutti da Pompei ed Ercolano: Pan e capra (inv. 27709, dalla Villa dei Papiri), la Venere in bikini (inv. 152798), Leda e il cigno (inv. 27695). La sala fu riaperta per ordine di Garibaldi l’11 settembre 1860, richiusa da Pais nel 1901, liberalizzata nel 1971 e aperta stabilmente al pubblico solo nel 2000. Anche questa chiude nei giorni gratuiti.
La Numismatica, sale 51-56, ha apertura non garantita. Parole del museo per le sale di questo tipo: “non è possibile garantire l’apertura; in caso di interesse specifico, si invitano i visitatori a chiedere informazioni direttamente in biglietteria prima di accedere al Museo”. Chiedere in cassa costa trenta secondi.
Secondo piano: affreschi, Iside, i bronzi e la meridiana
Il secondo piano è la parte del museo che regge meglio le chiusure, ed è anche quella che il museo consiglia di fare la mattina o nel tardo pomeriggio quando fa caldo.
- Affreschi — sale 67-75, 77 e 78. Il Sacrificio di Ifigenia (inv. 9112), la cosiddetta “Flora” da Stabia (inv. 8834, sala 77), Terenzio Neo e la moglie e Saffo nella sala 78, la Rissa nell’anfiteatro (inv. 112222). Il Vaso Blu non è qui: sta nella sala 85, fra gli oggetti di vita quotidiana, e ogni anno qualcuno lo cerca fra gli affreschi e non lo trova.
- Tempio di Iside — sale 79-82 e 84. Scavato dal 1764, primo edificio di culto riportato alla luce a Pompei.
- Villa dei Papiri — sale 114-117, e attenzione all’orario: apre solo 10.00–18.20. La villa stava a 250 m dal mare a Ercolano, sepolta sotto 27 m, scavata fra il 1750 e il 1764 sotto Karl Weber, e si chiama così per “oltre 1.800 rotoli di papiro carbonizzato”. Il museo dichiara che “le sculture della Villa dei Papiri costituiscono il più grande nucleo di bronzi d’epoca romana giunto fino a noi”. I Corridori e le Danzatrici sono nella sala 117; poi l’Atena Promachos, il Satiro ebbro, lo Pseudo-Seneca. Anche questa è climatizzata.
- Salone della Meridiana — la volta l’ha affrescata Pietro Bardellino nel 1781; la meridiana è del 1791, progettata da Pompeo Schiantarelli sui calcoli dell’astronomo Giuseppe Casella, e il museo la dice “ancora oggi perfettamente funzionante”. Qui stava la Biblioteca Borbonica dal 1783 al 1926; qui c’è l’Atlante Farnese (inv. 6374).
- Plastico di Pompei — sala 96. Inaugurato nel 1879, ideato da Giuseppe Fiorelli, prima esecuzione di Felice Padiglione, in sughero e in scala 1:100, con i pavimenti di carta e i mosaici riprodotti tessera per tessera. Se hai visto Pompei il giorno prima, guardalo: è l’unico posto da cui la città si vede tutta insieme.
Al primo piano gli ascensori “servono solo l’ala del Museo in cui sono ubicati”: per passare da un’ala all’altra bisogna tornare al piano terra. Al secondo piano invece si attraversa il Salone della Meridiana e si passa. Se cammini con fatica, fai il secondo piano in un colpo solo.
Le due sezioni che potresti non trovare
La Magna Grecia (sale 130-143) e i piani superiori della Preistoria e Protostoria hanno apertura non garantita; del primo livello della Preistoria invece il piano non fa problemi. Per entrare in Magna Grecia servono scarpe a suola bassa e senza tacco e i copriscarpe, che fornisce il personale e non si pagano. La Magna Grecia è anche una delle tre sezioni che restano chiuse nei giorni a ingresso gratuito.
La Collezione Epigrafica, sale 151-157 al livello −2, è chiusa. E il museo mette nero su bianco la clausola che conviene leggere prima e non dopo: “Tale eccezionale evento non può comportare il rimborso del biglietto già acquistato”. Nessuno ti ridarà i soldi perché una sala era chiusa.
Il caldo chiude sale a metà giornata
È il dettaglio che sorprende chi arriva a mezzogiorno in luglio. Con il protocollo caldo, alcune sale possono chiudere fra le 12.30 e le 16.00, e il museo stesso suggerisce di fare il secondo piano la mattina o nel tardo pomeriggio. I tre spazi climatizzati sono la Collezione Egizia, la Villa dei Papiri e la mostra Parthenope. La Sirena e la città, che è al terzo piano, è compresa nel biglietto ed è prorogata fino al 21 settembre 2026.
Con una guida cambia qualcosa, e vale la pena dirlo
In un museo di 125 sale e circa 18.000 opere esposte, con poche didascalie e una parte delle sale che può essere chiusa, qualcuno che decide cosa guardare fa una differenza vera. Il tour guidato di due ore parte da 42 € nel momento in cui scriviamo, con cancellazione gratuita fino a 24 ore prima. Non è obbligatorio: in cassa il biglietto costa 20 € e il diritto di prevendita è zero, quindi entrare da soli resta la cosa più economica che si possa fare. Il listino completo, voce per voce, sta nella pagina biglietti.
Le sei opzioni per entrare
Prezzi “a partire da” letti su GetYourGuide il 14 settembre 2026. Si muovono, e nessuno di questi sostituisce il piano di apertura del giorno.
Guida in carne e ossaNapoli: Tour guidato del Museo Archeologico Nazionale
Il più vendutoNapoli: Biglietto per il Museo Archeologico Nazionale e audio app
Ingresso prioritarioNapoli: Museo Archeologico Nazionale con guida digitale
Il più economicoNapoli: Audioguida del Museo Archeologico Nazionale
PrivatoNapoli: Tour guidato privato del Museo Archeologico Nazionale
City passCampania: Artecard 3–7 giorni o Gold/Lite 365
Domande frequenti
Cosa vedere assolutamente al Museo Archeologico di Napoli?
Le cose aperte e certe sono il Gabinetto Segreto nella sala 65, la Collezione Egizia al livello −1, gli affreschi pompeiani con la “Flora” e Terenzio Neo, il Tempio di Iside, i bronzi della Villa dei Papiri e il Plastico di Pompei nella sala 96. Il Mosaico di Alessandro no, e non lo è dal 2021.
Il Toro Farnese si può vedere?
Non è garantito. Il Toro sta nella sala 16 e l’Ercole nella sala 11, e il piano di apertura del museo garantisce solo le sale 1-7 e 25-29 della Collezione Farnese, fino a nuova comunicazione. Non è un restauro delle sculture: è il cantiere sull’illuminazione. Lo stato aggiornato delle sale è qui.
Il Gabinetto Segreto è incluso nel biglietto?
Sì. È nella sala 65 al primo piano, è compreso nell’ingresso e non richiede né un biglietto a parte né una prenotazione separata. L’unica eccezione sono le giornate a ingresso gratuito, in cui resta chiuso insieme a Egizia e Magna Grecia.
Quante sale ha il Museo Archeologico di Napoli?
Centoventicinque, con circa 18.000 opere esposte secondo la carta della qualità dei servizi del museo. Non sono tutte aperte contemporaneamente, e la mappa ufficiale ha un percorso di 19 tappe numerate senza tempi indicati: quanto tempo serve davvero è un’altra questione.
Quanto dura la visita se voglio vedere tutto?
Il museo non pubblica nessuna durata consigliata, e le sale chiuse cambiano il conto ogni poche settimane. Gli unici riferimenti suoi sono l’audioguida da 85 minuti per 90 reperti e la visita guidata ufficiale da 75 minuti. Il resto è una stima, e va dichiarata come tale.